Protocollo clinico della Risonanza Magnetica
Come già specificato, la Risonanza Magnetica dell’encefalo e del midollo
spinale è uno strumento sensibile per l'identificazione delle
lesioni della Sclerosi Multipla e per il monitoraggio della loro evoluzione nel tempo.
In considerazione della rilevante utilità clinica dell’esame,
dei costi significativi dello stesso e della necessità di definirne
un utilizzo razionale, è utile sottolineare le seguenti premesse:
- L’esame deve essere richiesto dal neurologo
curante, che successivamente valuterà l’esito e dovrà
prendere le decisioni cliniche;
- L’esame per essere informativo deve essere
eseguito con strumentazione e risoluzione adeguate (ad esempio, magneti
di almeno 1 T di potenza, spessore delle sezioni non superiore ai
5 mm, ecc.). In caso di esami seriati, si consiglia l’esecuzione
presso lo stesso centro;
- Salvo differenti indicazioni da esplicitare e giustificare
caso per caso, l’esame di Risonanza Magnetica deve sempre consistere di almeno
una sequenza in doppio eco e di una sequenza T1-pesata dopo somministrazione
di mezzo di contrasto. Un protocollo più specifico per lo studio
dei pazienti con Sclerosi Multipla è suggerito nella tabella
Risonanza Magnetica e Sclerosi Multipla
Protocolli raccomandati |
| Sede |
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Acquisizione |
| Encefalo |
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| Assiale |
|
Doppio eco (CSE/TSE/FSE) |
| Sagittale |
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T1 o DP/T2 o FLAIR |
| Assiale |
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T1 post Gd (0.1 mmol/kg) (CSE/TSE/FSE) |
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| Midollo |
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| Sagittale |
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T2 (CSE/TSE/FSE)
T1 (SE) |
| Sagittale/assiale |
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T1 post Gd (0.1 mmol/kg) (CSE/TSE/FSE) |
| Assiale |
|
T2 (GE/TSE/FSE) |
| |
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| Fazekas et al.,
Neurology 1999 |
- L’esecuzione di un esame di Risonanza Magnetica deve essere
sempre dettata da uno specifico razionale,
principalmente per la definizione diagnostica o per impostare/modificare
la strategia terapeutica, e non essere richiesto per “default”
ad intervalli fissi.
[1]
Utilizzo della Risonanza Magnetica nella diagnosi
di Sclerosi Multipla.
Per quanto riguarda l’applicazione della Risonanza Magnetica nel processo diagnostico
della Sclerosi Multipla, le indicazioni sono le seguenti (Polman
et al., 2005):
Pazienti che si presentano per la prima volta all’esordio
di una sindrome (mono- o pluri-focale) di interessamento del sistema
nervoso centrale:
- E’ consigliata l’esecuzione una Risonanza Magnetica dell’encefalo
e del midollo spinale (se necessario) il prima possibile non solo
per dimostrare la disseminazione nello spazio della malattia, ma anche
per escludere altre possibili patologie neurologiche.
- Nei pazienti con una neurite ottica acuta, una Risonanza Magnetica
del nervo ottico può essere utile per escludere una diagnosi
alternativa. In tal caso, dovrebbero essere acquisite delle sequenze
STIR (Filippi et al., 2006). Analogo
discorso vale per le sindromi midollari.
- Preferenzialmente, la disseminazione temporale della
malattia dovrebbe essere dimostrata tramite il riscontro di almeno
una lesione captante ad un esame eseguito a distanza di almeno 3 mesi
dall’esordio clinico della malattia.
- In alternativa, l’esame dovrebbe essere ripetuto
due volte, la prima a distanza di almeno un mese dal precedente e
la seconda in qualsiasi altro momento (è consigliabile aspettare
almeno un altro mese). In questo caso, la presenza di almeno una nuova
lesione sulle sequenze pesate in doppio-eco dell’ultima Risonanza Magnetica è
da ritenersi indicativa di una disseminazione nel tempo.
[2]
Pazienti con deficit neurologici
progressivi da almeno un anno, nei quali vi sia il sospetto di Sclerosi Multipla primariamente
progressiva
E’ fortemente consigliabile l’esecuzione di una Risonanza Magnetica dell’encefalo
e del midollo spinale con mezzo di contrasto, al fine di dimostrare
la disseminazione nello spazio della malattia (Polman
et al., 2005) e di escludere altre patologie.
Utilizzo della Risonanza Magnetica nel monitoraggio della Sclerosi Multipla
Per quanto riguarda l’utilizzo della Risonanza Magnetica per monitorare il decorso
della malattia nei pazienti con Sclerosi Multipla definita:
- In pazienti che stiano per iniziare un nuovo trattamento
o nei quali è prevista una modifica di trattamento, dovrebbe
essere eseguita una Risonanza Magnetica dell’encefalo prima di iniziare/modificare
il trattamento stesso. La Risonanza Magnetica encefalo dovrebbe essere poi ripetuta
a distanza di 6-12 mesi per verificare se il nuovo regime terapeutico
ha effettivamente soppresso l’attività subclinica di
malattia.
- L’esecuzione di una Risonanza Magnetica di controllo è
consigliata ogni volta che insorgono eventuali ulteriori quesiti diagnostici.
- La ripetizione di una Risonanza Magnetica del midollo o del nervo
ottico è indicata nel caso si sospetti la presenza di patologie
diverse dalla Sclerosi Multipla o nel caso si sviluppino sintomi atipici per la malattia
dove è sospettato il coinvolgimento di queste sedi.
- In pazienti stabili da un punto di vista clinico,
dovrebbe essere eseguita una Risonanza Magnetica dell’encefalo ogni due anni
circa per monitorare il decorso della malattia in termini di formazione
di nuove lesioni.
- Nelle forme secondariamente progressive il monitoraggio
deve essere finalizzato alla esclusione
di una eventuale patologia concomitante.