Sin Società Italiana di Neurologia
Contenuti pubblicati a cura di: Prof. Massimo Filippi,
Prof. Nicola De Stefano, Prof. Gioacchino Tedeschi

Collaboratori: Dott.ssa Maria A. Rocca, Dott.ssa Maria Laura Stromillo, Dott. Antonio Gallo
La risonanza magnetica applicata alla sclerosi multipla

Protocollo clinico della Risonanza Magnetica

Come già specificato, la Risonanza Magnetica dell’encefalo e del midollo spinale è uno strumento sensibile per l'identificazione delle lesioni della Sclerosi Multipla e per il monitoraggio della loro evoluzione nel tempo. In considerazione della rilevante utilità clinica dell’esame, dei costi significativi dello stesso e della necessità di definirne un utilizzo razionale, è utile sottolineare le seguenti premesse:

  • L’esame deve essere richiesto dal neurologo curante, che successivamente valuterà l’esito e dovrà prendere le decisioni cliniche;
  • L’esame per essere informativo deve essere eseguito con strumentazione e risoluzione adeguate (ad esempio, magneti di almeno 1 T di potenza, spessore delle sezioni non superiore ai 5 mm, ecc.). In caso di esami seriati, si consiglia l’esecuzione presso lo stesso centro;
  • Salvo differenti indicazioni da esplicitare e giustificare caso per caso, l’esame di Risonanza Magnetica deve sempre consistere di almeno una sequenza in doppio eco e di una sequenza T1-pesata dopo somministrazione di mezzo di contrasto. Un protocollo più specifico per lo studio dei pazienti con Sclerosi Multipla è suggerito nella tabella

    Risonanza Magnetica e Sclerosi Multipla
    Protocolli raccomandati
    Sede   Acquisizione
    Encefalo    
          Assiale   Doppio eco (CSE/TSE/FSE)
         Sagittale   T1 o DP/T2 o FLAIR
         Assiale   T1 post Gd (0.1 mmol/kg) (CSE/TSE/FSE)
         
    Midollo    
         Sagittale   T2 (CSE/TSE/FSE)
    T1 (SE)
         Sagittale/assiale   T1 post Gd (0.1 mmol/kg) (CSE/TSE/FSE)
         Assiale   T2 (GE/TSE/FSE)
         
    Fazekas et al., Neurology 1999


  • L’esecuzione di un esame di Risonanza Magnetica deve essere sempre dettata da uno specifico razionale,
    principalmente per la definizione diagnostica o per impostare/modificare la strategia terapeutica, e non essere richiesto per “default” ad intervalli fissi.



Paragrafo[1] Utilizzo della Risonanza Magnetica nella diagnosi di Sclerosi Multipla.

Per quanto riguarda l’applicazione della Risonanza Magnetica nel processo diagnostico della Sclerosi Multipla, le indicazioni sono le seguenti (Polman et al., 2005):

Pazienti che si presentano per la prima volta all’esordio di una sindrome (mono- o pluri-focale) di interessamento del sistema nervoso centrale:

  • E’ consigliata l’esecuzione una Risonanza Magnetica dell’encefalo e del midollo spinale (se necessario) il prima possibile non solo per dimostrare la disseminazione nello spazio della malattia, ma anche per escludere altre possibili patologie neurologiche.
  • Nei pazienti con una neurite ottica acuta, una Risonanza Magnetica del nervo ottico può essere utile per escludere una diagnosi alternativa. In tal caso, dovrebbero essere acquisite delle sequenze STIR (Filippi et al., 2006). Analogo discorso vale per le sindromi midollari.
  • Preferenzialmente, la disseminazione temporale della malattia dovrebbe essere dimostrata tramite il riscontro di almeno una lesione captante ad un esame eseguito a distanza di almeno 3 mesi dall’esordio clinico della malattia.
  • In alternativa, l’esame dovrebbe essere ripetuto due volte, la prima a distanza di almeno un mese dal precedente e la seconda in qualsiasi altro momento (è consigliabile aspettare almeno un altro mese). In questo caso, la presenza di almeno una nuova lesione sulle sequenze pesate in doppio-eco dell’ultima Risonanza Magnetica è da ritenersi indicativa di una disseminazione nel tempo.

Paragrafo[2] Pazienti con deficit neurologici progressivi da almeno un anno, nei quali vi sia il sospetto di Sclerosi Multipla primariamente progressiva


E’ fortemente consigliabile l’esecuzione di una Risonanza Magnetica dell’encefalo e del midollo spinale con mezzo di contrasto, al fine di dimostrare la disseminazione nello spazio della malattia (Polman et al., 2005) e di escludere altre patologie.

Utilizzo della Risonanza Magnetica nel monitoraggio della Sclerosi Multipla
Per quanto riguarda l’utilizzo della Risonanza Magnetica per monitorare il decorso della malattia nei pazienti con Sclerosi Multipla definita:

  • In pazienti che stiano per iniziare un nuovo trattamento o nei quali è prevista una modifica di trattamento, dovrebbe essere eseguita una Risonanza Magnetica dell’encefalo prima di iniziare/modificare il trattamento stesso. La Risonanza Magnetica encefalo dovrebbe essere poi ripetuta a distanza di 6-12 mesi per verificare se il nuovo regime terapeutico ha effettivamente soppresso l’attività subclinica di malattia.
  • L’esecuzione di una Risonanza Magnetica di controllo è consigliata ogni volta che insorgono eventuali ulteriori quesiti diagnostici.
  • La ripetizione di una Risonanza Magnetica del midollo o del nervo ottico è indicata nel caso si sospetti la presenza di patologie diverse dalla Sclerosi Multipla o nel caso si sviluppino sintomi atipici per la malattia dove è sospettato il coinvolgimento di queste sedi.
  • In pazienti stabili da un punto di vista clinico, dovrebbe essere eseguita una Risonanza Magnetica dell’encefalo ogni due anni circa per monitorare il decorso della malattia in termini di formazione di nuove lesioni.
  • Nelle forme secondariamente progressive il monitoraggio deve essere finalizzato alla esclusione
    di una eventuale patologia concomitante.

Biogen Idec, Ms Neurology
©2012 Biogen Idec Italia |  Privacy Policy |  Condizioni D'Uso |